Apple Intelligence e Gemini: la rivoluzione AI di Apple e Google

Apple Intelligence e Gemini: la rivoluzione AI di Apple e Google

15 gennaio 2026

DAL MONDO APPLE

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha ridefinito il modo in cui utilizziamo tecnologia, non solo per funzioni specifiche come la ricerca o la traduzione, ma come parte integrante dell’esperienza utente quotidiana. In questo scenario, Apple ha presentato Apple Intelligence, un sistema AI profondamente integrato in iOS, iPadOS e macOS, con l’ambizione di rendere l’assistente vocale Siri più intelligente, proattivo e potente.

Tuttavia, l’evoluzione di Apple Intelligence non si basa più solo sulle tecnologie sviluppate internamente da Apple, ma include anche un elemento dirompente: l’integrazione di Gemini, il modello di intelligenza artificiale di Google, nei cosiddetti Foundation Models che fungono da cervello per le funzionalità avanzate di Apple AI.

Questo accordo, pluriennale e strategico, segna una svolta significativa nella storia dell’intelligenza artificiale consumer e potrebbe ridefinire non soltanto il futuro di Siri, ma anche l’intero ecosistema Apple Intelligence nei prossimi anni.

Apple Intelligence: cos’è e dove siamo nel 2026

Apple Intelligence è il nome con cui Apple ha raccolto tutte le funzioni di intelligenza artificiale integrate nei suoi sistemi operativi più recenti. Si tratta di un insieme di capacità AI profonde che spaziano dalla generazione di testi alla comprensione contestuale, passando per funzioni avanzate come quelle di leggere e riassumere documenti, creare contenuti visivi e potenziare Siri.

Apple Intelligence è progettata per sfruttare al massimo i chip Apple Silicon e l’infrastruttura Private Cloud Computer per gestire operazioni che richiedono potenza di calcolo senza esporre i dati degli utenti a server esterni non autorizzati.

Gemini: cosa è e perché è diverso

Google Gemini è un modello che, nelle sue versioni più avanzate, può raggiungere oltre 1,2 trilioni di parametri, una dimensione che lo colloca tra i modelli più potenti disponibili sul mercato.

La vera svolta nell’accordo tra Apple e Google è che Apple ha deciso di sfruttare una versione personalizzata di Gemini per servire come “cervello” dei suoi Foundation Models, progettati per alimentare le future versioni di Apple Intelligence e in particolare l’assistente Siri.

Questa scelta rappresenta una rottura rispetto all’approccio storico di Apple, che fino ad oggi aveva puntato su modelli sviluppati internamente e processati direttamente sui device o tramite la propria infrastruttura cloud.

L’accordo tra Apple e Google: una partnership inedita

Secondo varie fonti, tra cui Bloomberg e testate internazionali, Apple ha definito un accordo pluriennale con Google per utilizzare tecnologie basate su Gemini AI nei propri sistemi.

Di seguito parte del testo dell'accordo, tradotto in italiano:

"Apple e Google hanno avviato una collaborazione pluriennale sotto la quale la prossima generazione degli Apple Foundation Models saranno basati sui modelli di Gemini e sulla tecnologia cloud di Google. Questi modelli aiuteranno lo sviluppo delle future funzionalità di Apple Intelligence, tra cui una versione più personalizzata di Siri, in arrivo già nel corso di quest'anno."

Obiettivo dell’accordo

L’obiettivo principale è potenziare Siri e Apple Intelligence con capacità di comprensione del linguaggio molto più evolute di quelle disponibili finora. In particolare, questo accordo:

  • permetterà di usare modelli basati su Gemini come base per gli Apple Foundation Models;

  • introduce tecnologie in grado di eseguire compiti complessi come sintesi di testo, pianificazione e spiegazioni contestuali;

  • manterrà la gestione dell’AI sui server privati di Apple o on device per mantenere gli standard di privacy senza compromettere i dati degli utenti;

  • si potrà vedere un nuovo Siri più personalizzato e performante già nel 2026, grazie alla combinazione della tecnologia Siri e del motore AI Gemini.

Perché Apple ha scelto Gemini

Apple ha valutato anche soluzioni alternative, tra cui modelli di OpenAI e Anthropic, ma alla fine ha deciso che Gemini rappresentava la base più valida per costruire i suoi modelli proprietari, bilanciando performance, scalabilità e costi.

Cos’è un Foundation Model e perché è importante

Il termine Foundation Model si riferisce a modelli di AI molto ampi e versatili che fungono da base per costruire funzioni specifiche più complesse. Apple ha introdotto il concetto di Foundation Models all’interno della propria infrastruttura AI per consentire funzioni che vanno ben oltre il semplice riconoscimento vocale, passando alla comprensione semantica avanzata e alla generazione di contenuti contestuali.

In pratica, un Foundation Model funge da cervello centrale che comprende, genera, traduce e interpreta grandi quantità di informazioni. Il passo evolutivo di Apple è stato pensare questi modelli non solo per l’esecuzione on-device, ma anche per gestire compiti complessi tramite il cloud.

L’integrazione di Apple Gemini nei Foundation Models significa che questa “mente artificiale” di base potrà essere molto più potente e adattabile rispetto alle soluzioni esclusivamente sviluppate in-house fino ad oggi.

L’equilibrio tra privacy e potenza AI

Uno dei principali elementi di differenziazione di Apple è da sempre la privacy. Anche se Gemini è un modello di Google, Apple gestisce l’implementazione in modo tale che il modello sia eseguito attraverso Private Cloud Computer e controllato dai sistemi di Apple.

Ciò vuol dire che:

  • i dati personali degli utenti non vengono inviati a server esterni non autorizzati;

  • Apple mantiene il controllo completo su come i modelli vengono usati all’interno del suo ecosistema;

  • le risposte e l’elaborazione possono essere ottimizzate per gli utenti Apple senza compromettere la sicurezza.

Questo modello ibrido, con elaborazioni “on-device” e tramite cloud privato, è pensato per coniugare privacy dell’utente e potenza del modello Gemini.

Implicazioni per gli sviluppatori e le app

L’introduzione dei modelli Gemini nei Foundation Models non avrà impatto solo su Siri. Gli sviluppatori potranno sfruttare la nuova base AI attraverso i framework di Apple come Core ML e App Intents per creare app più intelligenti e interattive.

Immagina applicazioni che possono:

  • comprendere istruzioni naturali più complesse;

  • generare risposte personalizzate;

  • creare contenuti multimodali;

  • fornire assistenza proattiva all’utente;

  • automatizzare compiti che oggi richiedono input manuale.Questa apertura potrebbe accelerare significativamente l’adozione di funzioni AI evolute nelle app di terze parti, migliorando l’esperienza complessiva su iPhone, iPad, Mac e altri dispositivi Apple.

Scenari d’uso concreti di Apple Intelligence + Google Gemini

Consideriamo alcuni esempi concreti di come l’integrazione di Gemini nell’ambito di Apple Intelligence potrebbe cambiare l’esperienza utente:

Comandi vocali più complessi e intelligenti

Con il nuovo Siri, puoi chiedere non solo “Che tempo farà domani?”, ma anche: “Organizza un itinerario di viaggio da Milano a Roma con soste per musei e ristoranti vegani”, e ottenere un piano dettagliato in linguaggio naturale.

Riferimenti contestuali real-time

Se stai leggendo documenti o email, Siri potrà analizzare il contenuto e suggerire risposte, riassunti o azioni direttamente pertinenti.

Assistenza proattiva

Il sistema potrà imparare dalle tue abitudini e anticipare esigenze specifiche: ad esempio, suggerirti promemoria basati su conversazioni o appuntamenti prossimi.

Supporto multimodale

Grazie alle capacità di Gemini, puoi combinare testo, immagini e comandi vocali in modo più naturale: “Mostrami le foto della cena di ieri e crea un video breve con musica”.

Apple Intelligence: il futuro prossimo

Oltre alle prospettive dell’accordo con Gemini, Apple Intelligence oggi offre già molte funzioni utili, come:

  • Riepiloghi intelligenti

  • Strumenti di scrittura assistita

  • Generazione di immagini

  • Traduzioni contestuali

  • Funzioni creative come Genmoji

  • Integrazioni con app native

e molto altro, tutto pensato per essere intuitivo, rapido e sicuro.

Apple Intelligence e Gemini ridefiniscono l’AI su iPhone... e oltre

L’accordo che porterà Gemini all’interno della piattaforma di Apple Intelligence rappresenta una delle svolte più importanti nella storia recente dell’AI consumer. Per anni Apple ha costruito Siri, i suoi modelli on-device e l’ecosistema di AI con una forte attenzione alla privacy e all’efficienza. La scelta di collaborare con Google su Gemini, un modello di intelligenza artificiale estremamente evoluto, segnala un cambio di paradigma strategico che potrebbe portare Siri e le funzioni AI Apple a competere ancora meglio con altri assistenti intelligenti sul mercato.

La forte integrazione di Gemini nei Foundation Models di Apple, l’attenzione alla privacy tramite “Private Cloud Computer”, e le potenzialità offerte agli sviluppatori e agli utenti, suggeriscono che il futuro dell’esperienza Apple sarà sempre più intelligente, fluido e proattivo.

Se oggi Apple Intelligence è un insieme già potente di funzioni AI, domani, grazie alla sinergia con Apple Gemini, potrebbe diventare un vero e proprio “cervello digitale” che rivoluziona l’interazione con i dispositivi Apple, dall’iPhone 17 all’iPad Pro M5, dal MacBook Pro M5 agli HomePod e oltre.

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